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Smullo e Gesù on the Road

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Tra tutte le doti che penso di avere, quella di raccontare attraverso le parole non mi appartiene affatto.

Photo: Shutterstock

Tra tutte le doti che penso di avere, quella di raccontare attraverso le parole non mi appartiene affatto. Però, tant’è, quando sei tu che ti trovi a vivere determinate esperienze di certo non può raccontarle un’altro. Quindi, abbiate pazienza.
Venerdì pomeriggio. Casa mia. Curiosavo su Facebook.
Mi imbatto in un articolo nel quale si presenta un evento che si sarebbe svolto a Montesilvano nel giro di una mezz’ora: la Libreria On The Road ospita Stefano Antonucci e Fabrizio Di Nicola, disegnatori rispettivamente di Gesù e di Detective Smullo. Decido all’istante di partecipare per un unico motivo: la curiosità. Qualche anno fa ho visto la locandina del primo volume di Gesù a Lucca e non sono riusciata a non corrugare la fronte e gli occhi si sono fatti un po più piccoli.
La scelta grafica dell’autore mi aveva lasciato basita e lo confesso, avevo un po storto il naso.
Tuttavia, il Lucca Comics ad Games è un’esperienza vorticosa e, presi da mille eventi e cose da vedere non mi sono soffermata troppo (anche perché l’interesse era focalizzato verso i games piuttosto che verso i comics). Comunque, ritrovarmi a distanza di anni di nuovo quell’illustazione davanti agli occhi con la possibilità di conoscere la sua genesi mi ha spinto ad andare, anche da sola (non mi piace andare agli eventi fighi da sola). In più ci sarebbe stato un “altro tizio” disegnatore di un fumetto che non conoscevo. Quindi  il tempo di attraversare il traffico di Montesilvano e mi ritrovo in libreria. Apro la porta trafelata pensando di essere in ritardo. Mi ritrovo in una di quelle realtà alternative, nella quale c’è un ragazzino ancora tutto infagottato che tiene in mano una copia del suo fumetto come una reliquia, un ragazzo che si sta facendo autografare la sua copia di Gesù, una tipa carina, bionda e piccolina che parla tantissimo, la titolare e questi due uomini troppo grandi per la sedia e il tavolino che gli sono toccati.
Scoperta numero uno: cazzarola, ma sono di queste parti! Non me lo aspettavo. Figo!
Scoperta numero due: ma il disegnatore di Gesù è il tipo di Falce e Rostello! Non me lo aspettavo. Figo!
Scoperta numero tre: ma la tipa biondina è la fidanzata del disegnatore di Smullo! Non me lo aspettavo. Figo!

Due ore sono passate senza neanche accorgermene, era arrivata l’ora dell’allenamento in un batter d’occhio. Cacchio!

La curiosità su Gesù che mi ha spinto in libreria si è esaurita, decisamente. Scoprire i processi che portano alla creazione di un prodotto di questo tipo è molto interessante, come conoscere la persona dietro la matita, con i suoi pensieri, ragionamenti, idee e ambizioni.
Come ho avuto modo di dire in quella sede, torno a ripetere qui la miao convinzione: il problema oggi è la mancanza di pensiero critico in quelli che si professano cattolici, la totale assenza della capacità di riflessione e di autocritica, spesso anche e soprattutto di autoironia. Dovrebbe essere sempre bello potersi confrontare con chi “non la pensa come te” (o forse si) per mettere sul piatto la verità di noi e non per sentenziare giudizi di condanna (per inciso, giudizio e condanna non dovrebbero far parte del bagaglio del cattolico, a prescindere, ma siamo messi maluccio anche in questo campo) su chi consideriamo reo e peccatore – mi piacevano questi termini e “li ho belli che spiattellati” – Torno a ripetere che “l’utente medio” del cattolicesimo è disposto ad abdicare a quanto di più umano e più divino ha: il suo cervello. Molto felice di averti incontrato Stefano!
Smullo. Un personaggio così surreale da apparire vero. Non  conoscevo ne Fabrizio ne la sua creatura – bello di papà- e invece ho scoperto un detective “monoespressione” che regala attimi di allegria e spensieratezza, perché in fondo senza ridere e sorridere di noi non resterebbe che una vita triste e grigia – nota bene, tu che leggi, iIl bianco e il nero hanno toni decisi e lasciano spazio al colore che noi lettori portiamo nel cuore e nella testa. Meraviglioso, inoltre Fabrizio di Nicola è un gran oratore, ve lo consiglio.

Tiriamo ora le somme.
Non sono capace di fare cronaca, al più posso raccontare a modo mio, la mia esperienza. In un solo pomeriggio ho conosciuto due persone di cultura –rarissimo-, ho scoperto due personaggi e le idee dietro i personaggi.  Soprattutto, mi sono resa conto di quanto assecondare i propri talenti e le proprie passioni porti ad un sacco di lavoro mal retribuito, ma ad una felicità e ad una soddisfazione personale che non hanno prezzo. E questo rincuora anche me.
Abbiate pazienza se vi do del tu, ma, cazzarola, la mia anzianità me lo permette (soprattutto considerato che Stefano sei del 1987, cazzarola dell’87!)
Grazie Stefano, grazie Fabrizio. Ci si potrebbe rincontrare.

Post Scriptum.
Quando conosci “uno bravo a disegnare” puoi apprezzare le sue scelte stilistiche in fatto di capelli più che le caratteristiche del suo volto.

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