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Sword Art Online

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Spesso mi accade di incappare in qualcosa d’interessante, tanto da sconvolgere e spostare oltre l’orizzonte il mio personalissimo concetto di talento.

Photo: Shutterstock

Spesso mi accade di incappare in qualcosa d’interessante, tanto da sconvolgere e spostare oltre l’orizzonte il mio personalissimo concetto di talento. In quelle peregrinazioni tra i miei sogni e i miei pensieri davanti ad un computer collegato in rete, che Raksha ama chiamare “i momenti di cincischio”, scopro, spesso troppo in ritardo, una gemma, un racconto anche per immagini e mi perdo, nel sogno di uno sconosciuto. L’inizio del viaggio è sempre una coincidenza, una pagina banale che elenca anime simili a //hack. e finisco con ficcanasare tra i titoli segnalati da qualche utente sperduto in un angolo di questo meraviglioso pianeta. Mi procuro l’anime in cima alla lista, lo sconosciuto per me Sword Art Online. Ne trovo solo una raccolta rigorosamente in lingua originale con i sottotitoli in inglese, poco male penso, dovrò leggerlo questo anime nonostante tutto, sarà facile guardarlo anche di notte senza svegliare i vicini di casa, il volume sarà al minimo giusto per intuire il senso della frase dal tono dei doppiatori. Effetto collaterale di una lunga esposizione ad anime in lingua originale è l’acquisizione di lemmi giapponesi che fanno tanto Otaku.
Per gli appassionati di mmorpg è un tuffo al cuore, non è semplicemente un racconto che ruota intorno a giocatori di mmorpg, è un atto d’amore verso un genere, verso coloro che animano le comunità di gamer online, è un affresco spesso anche critico verso le dinamiche che animano i videogiocatori di mmorpg.
Vorrei aver avuto il talento di raccontarla io una storia come questa, perché l’ho sognata esattamente così. Quelli che hanno avuto la fortuna di giocare all’interno di uno di questi mondi virtuali troverà in Sword Art Online, pezzetti della sua esperienza sparsi ovunque, piccole gemme della storia di ognuno di noi sono li, a raccontare in apparenza di Kirito e Asuna, finendo con parlare al nostro cuore di gamer.
Prima di essere un anime, è stato una short novel, una serie di manga, un prodotto a tutto tondo, che prima di divenire un successo commerciale, bellissima a proposito la Figma di Asuna e conto di procurarmi presto anche quella di Kirito, è una poesia, che parla a quell’angolo di cuore che ci fa pensare di guardarlo ancora e ancora, nel timore di aver perso qualche dettaglio. Prendo a prestito le parole di Daniela: “Un anime così dovremmo guardarlo una volta al giorno, per fare pace con il cuore”.

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Libriakmzero non è solo un blog, ma è la conversazioni che Guendalina, Rakshal e Stryke fanno solitamente seduti davanti ad una birra nel nostro pub preferito. Siamo lettori onnivori. Abbiamo gusti molto eterogenei e ci piaciono soprattutto la lettura in digitale e i fumetti. In questo blog vige un unica regola: dire esattamente quello che si pensa.

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