concerto

Rimini Party Rock 2016 The Offspring

offspring rimini rock party

Buongiorno Rimììììììniiiiiiiiiiiiiii.
E’ con questo saluto e con la pronuncia sbagliata di Dexter Holland che è iniziato il concerto degli Offspring al Rimini Party Rock il 14 giugno 2016.
Era da una vita che volevo andare ad un festival come quello ed era da più di 20 anni che volevo andare a sentire The Offspring suonare.
Questo è l’anno dei concerti, siamo andati già a tre concerti importanti e non sono mancate le serate di musica dal vivo.
Ascoltare musica è come leggere ed io non posso farne a meno.

La particolarità dei festival è che vai ad una specie di sagra di paese. Entri con il biglietto in un campo e là trovi di tutto. Dal chiostro delle piadine a quello del finto mojito, al tizio che fa le magliette dipinte a mano, a quello che fa pubblicità per il garage che customizza le auto.
Il clima è sereno. Passi il tempo guardando i tatuaggi più o meno riusciti degli altri attorno a te, che fanno bella mostra su polpacci e braccia scoperte e gli outfit delle poche ragazze presenti.
Ci sono anche intere famiglie con tanto di bambini al seguito. E’ un’atmosfera così particolare, che ci appassioniamo subito.

pennywise rimini rock party

Prima degli Offspring hanno suonato altri due gruppi della scena punk rock: i Good Ridance ed i Pennywise.
Come The Offspring, anche questi facevano parte dei miei ricordi adolescenziali. Non sono a livello degli Offspring, ma non hanno deluso. Anzi hanno acceso il pubblico con uno stile unico.
La cosa che mi lasciava perplessa era che gran parte del pubblico era più giovane delle canzoni stesse.
Per fortuna che con il progredire della serata sono arrivati anche i nostri coetanei.
Stavo iniziando a preoccuparmi, perché avevo la stessa età delle mamme di quei ragazzi.
Oltre a non avere più l’eta, mi sono accorta di non avere più lo spirito per alcune cose.
Ballare per me non è più bogare ed andare ad un concerto vuol dire seguire le canzoni e non passare il mio tempo a picchiare qualcuno o a difendermi da chi cerca di picchiarmi.
Un campo pieno di fango può essere divertente, ma dopo un po’ sei sporca ovunque. Poi non capisco come si possa pretendere di passare con i bicchieri pieni di birra tra un mare di persone che stanno ballando. Alla fine arrivi sotto al palco che la birra me l’hai rovesciata addosso, assieme alla bottiglia di tè alla pesca di un litro a mezzo.
Ma come si fa a portarsi il tè alla pesca ad un concerto punk rock?

Il mio immancabile spirito da sedicenne si è però destato appena la chitarra ha attaccato e la voce di Dexter Holland ha invaso il campo.
Sono invecchiati, come noi. Sono cresciuti, come noi. Sono gli stessi, come noi. La voce è rimasta pulita, il suono è travolgente. 20 anni sono spariti dopo pochi accordi. La stanchezza del viaggio, lo stare in piedi, il fango, il tè alla pesca addosso ed i problemi al lavoro si sono volatilizzati dopo pochissimo.

Ogni generazioni ha una colonna sonora ed un ideologia di riferimento. C’è chi ha l’arte, chi la letteratura, chi la musica. Ci sono delle canzoni, delle immagini e dei libri che hanno fatto un epoca, hanno influenzato persone e con i quali si è cresciuti. Quelle del Punk Rock di quegli anni, sono le canzoni che mi sono entrate nel DNA.
Guardavo i ragazzi attorno a me che non capivano. Sono troppo giovani, non hanno vissuto quel epoca, non c’erano.

grazie alla mia amica Bene

per questa foto ringrazio la mia amica Bene

Mi hanno chiesto a lungo se vale la pena spendere le proprie vacanze a rincorrere concerti.
La risposta è sempre sì. Soprattutto quando le emozioni che suscitano sono così forti, soprattutto quando sono stati così attesi.
Se ve lo consiglio? Si certo, con le dovute precauzioni (non portate bottiglie di tè alla pesca). E’ sempre un concerto Punk Rock e bisogna andarci preparati.
E voi? Avete un’esperienza forte da volerci raccontare?
Vi aspettiamo sulla pagina Facebook.
Buona lettura

Guendalina

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