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Cari Mostri di Stefano Benni

CAri MOstri

Cari Mostri di Stefano Benni

Stefano Benni ci riserva sempre molte sorprese e Cari Mostri è stata l’ultima di queste.
Non stiamo parlando di un vero e proprio romanzo, si tratta di una raccolta di racconti del genere horror. Ogni racconto ha come protagonista un “mostro” diabolico, che Benni inventa prendendo spunto dalle assurdità e dagli eccessi della nostra società.
Leggendo le storie mi sono spesso trovata a riflettere su quanto questi siano equiparabili alle persone che hai la sfortuna di vedere in televisione o di incontrare per strada.
Adoro l’ horror, è uno dei generi che preferisco leggere e penso che sia anche uno dei generi che rappresentano maggiormente il clima che viviamo in questi anni.
Se a questo, ci aggiungiamo la sagacia e l’umorismo di Stefano Benni, non può che uscirne un libro davvero piacevole.Cari Mostri

Mi sono piaciuti tutti i racconti brevi. Ovviamente non ve ne parlo per non spoilerarvi nulla. In fondo il libro ha fatto parte della promozione di Feltrinelli (due libri a 10 euro, del quale avevo già parlato) ed è davvero un peccato se non lo avete già acquistato.
Come Stefano Benni, anche io sono convinta che siamo circondati da cari mostri ovunque.
Le prime che mi vengono in mente sono le ragazzine che incontri nei centri commerciali e che si fanno le foto nei bagni facendo delle smorfie assurde. Non riesco a capire come si faccia a passare buoni 20 minuti a farsi le foto davanti al mega specchio con dietro le porte dei gabinetti. Dopo averle viste dal vivo fare questo tipo di scemenze, vedo le foto di instagram con altri occhi e penso alle porte dei gabinetti aperte dietro alle facce a culo di gallina delle ragazze.

Un’altra grande categoria di cari mostri, sono i personal trainer super palestrati che trovi nella mia palestra. Sono davvero delle caricature. Facevano degli allenamenti assurdi, mangiano barrette e bevevano super beveroni proteici che puzzavano di uovo per prepararsi alle gare. Io andavo con la mia tuta non griffata e con la mia voglia di giocare a football americano ad allenarmi e li vedevo fare fatica per non portare a casa nemmeno una meta o un goal.
Alberto era il mio personal trainer preferito. Aveva le braccia così grosse che non gli entravano le magliette e portava le canotte anche se fuori c’erano zero gradi.
Era alto 1.60 mt, alzava un sacco di chili alla pressa e digiunava. Mi spiegava come fare gli esercizi e mi raccontava dei figli, che portava a calcio. Era bravo come istruttore ed ha fatto anche degli spettacoli allo Sport e Fitness Festivall qualche anno fa. Noi eravamo lì con la vela e mi sono sorbita Alberto che faceva gli addominali sopra ad un palco davanti ai passanti francavillesi alquanto sbigottiti. Non ho riso per rispetto, ma le facce delle signore che lo guardavano erano imperdibili.

Oltre loro ci sono una marea di esempi che potremo fare e che possiamo trovare comodamente sui social.
Per non parlare delle ultime celebrity che abbiamo avuto il piacere di vedere nelle trasmissioni culturalmente elevate con le quali mi delizio di volta in volta.
L’ultima in ordine di tempo è stata il Grande Fratello Vip. Ovviamente non l’ho seguito tutto. Sono legata alla mia sanità mentale, già precaria, ma sono stata dietro ai pezzi più interessanti e, soprattutto, ai più assurdi.
Guardando le situazioni che venivano create, spesso mi veniva da chiedermi se le reazioni degli ospiti della casa fossero reali o se fossero create a tavolino. In entrambi i casi erano così assurde da essere il materiale perfetto per i cari mostri di Benni. Infatti non abbiamo dovuto aspettare molto ed è arrivato il romanzo “La bottiglia magica” del quale vi parlerò a breve.
Buona lettura da Libriakmzero

Guendalina

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