Tortuga – Valerio Evangelisti

Le mie letture sono sempre frutto della curiosità di una suggestione, qualche volta anche frutto di una necessità. Come in questo ultimo caso, quando la voglia di raccontare le avventure di Asha Grejoy, Tagliagole al comando della Sloop “Silenzio” nel Mar dei Caraibi, ha preso il sopravvento. Avevo bisogno di capire, conoscere, entrare nelle bettole di Vera Cruz, restare di guardia sul castello di prua a cercare vele all’orizzonte. Ho chiesto al Dottor Who la sua macchina del tempo, ma è impegnato al momento in una nuova serie Broadchurch, che vi consiglio. Una sorta di Twin Peaks anglosassone, ok sto già divagando.

church11

Vedete cosa mi succede, svolto in una strada fatta di pensieri e idee e vedo una luce che mi incuriosisce in un angolo buio, devo controllare cos’è. Una luce dopo l’altra, come una falena mi faccio suggestionare dalla necessità di sapere, di conoscere.
Torniamo ai pirati, ai Caraibi. Ecco. Maledizione, penso ai pirati e mi viene in mente Peter Pan, il cartone.

Certo il mio lontano (per fortuna passato boyscout) mi ha fatto tornare alla mente la canzoncina “Pirati nel Mar dei Sargassi”, ma cerchiamo di restare “cool” che per sembrare sfigati non abbiamo certo bisogno d’aiuto. Io vi sconsiglio di guardare il video, vi ho avvistati.

Torniamo ora però sulla strada principale. Quella che mi ha portato a Tortuga di Valerio Evangelisti.
Pensando alla marineria del periodo che gli inglesi chiamano “The Age of Sail”, ricordavo di aver letto una quantità indefinita di libri di Patrick O’Brien. Avete presente “Master e Commander”? No, non Russel Crow, l’autore del libro da cui è tratto quel particolare film. Tra i più prolifici autori inglesi ci ha lasciato una estesa bibliografia sugli anni gloriosi di velieri e cannoni. Così dettagliata da rendere necessario qualche anno in una accademia navale per poter riuscire a leggere un romanzo senza dover cercare chiedere a Google lumi su cosa sia un controvelaccio o una biscaggina.

mc9

 

Quindi lasciando la saga di Aubrey-Maturin, avevo disperato bisogno di qualche cosa di più piratesco. Ero quasi rassegnato a cercare nei libri di O’Brien qualcosa di utile quando mi ricordo che Valerio Evangelisti aveva tralasciato le vicende dell’inquisitore domenicano Nicolas Eymerich per scrivere proprio di pirati. Trovato! Lui! Ricordavo bene i suoi primi romanzi, l’ambientazione cupa, la capacità di raccontare e di lasciare che il lettore vedesse i luoghi in cui agiva l’inquisizione spagnola si sarebbe sicuramente riflettuto in questo romanzo. Tortuga per iniziare, che avevo colpevolmente lasciato sullo scaffale nel timore che rovinasse la straordinaria esperienza di lettore che avevo tratto dai suoi altri romanzi. Ho preso anche VeraCruz, il seguito cronologico ma l’antefatto temporale al romanzo che sto leggendo ora.
Poche pagine è capisco che ho trovato quello che cercavo, ancora qualche altra pagina e faccio la mia prima scoperta, che non vi anticipo, ma vi suggerisco un indizio.

 

 

Leave A Reply

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

This website uses cookies to improve your experience. We'll assume you're ok with this, but you can opt-out if you wish. Accept Read More