Teatro

“Quello che non ho” spettacolo teatrale di Neri Marcorè

(fonte : https://www.spettacolo.eu/quello-che-non-ho-neri-teatro-brancaccio)

Ero davvero stanca e anche abbastanza scazzata eppure appena mi è arrivata la telefonata “vieni a vedere neri Marcorè” mi sono alzata di scatto e ho raggiunto il teatro.
A me piace molto il teatro, soprattutto il Circus di Pescara. Non è un teatro bello, nuovo e coinvolgente, ma è il teatro nel quale ho imparato ad amare le opere e per me è sempre un posto speciale.
Non sapevo a cosa andavo incontro. Non avevo letto niente dell’opera, ma apprezzo Neri Marcorè soprattutto in veste di attore e non me lo sarei voluto perdere.
Ho fatto bene. Una volta tornata a casa mi sentivo piacevolmente sollevata e mi sono sentita subito addosso la voglia di scrivere.
E’ quasi un miracolo. Le tristezze dell’ultimo periodo mi avevano resa arida e avevano spento in me il sacro fuoco dello sparare cazzate. Avevo deciso già da tempo, che un sano “Sti cazzi” doveva tornare ad essere il mio motto personale, ma mi ci voleva una sana riflessione sull’assurdità del nostro sistema paese per tornare a sorridere.

E’ stato proprio quello che ho avuto con “Quello che non ho”.
Con le parole di Fabrizio De Andrè e Pier Paolo Pasolini, Neri Marcorè, accompagnato da Giua, Pietro Guarracino e Vieri Sturlini, mette in scena una profonda riflessione sulla mancanza di valori in questo nostro paese e sull’urgenza di pensare ad una ricostruzione dell’Italia non da un punto di vista economico o edilizio, ma di ideali.

Lo spettacolo scritto e diretto da Giorgio Gallione ed in rete ci sono dei bellissimi estratti che danno vagamente l’idea di quanto è stato tirato e divertente lo spettacolo.

Ci sono alcuni estratti che tuttora rimangono vividi nella mia mente. La canzone “Dolcenera”, nella versione proposta nello spettacolo ed arrangiata da Paolo Silvestri,  l’ho risentita a palla per due giorni. La domanda  “Cosa ti ostacola dal volare?” me la sto ancora facendo.
Sentire queste riflessioni è come confrontarsi con un vecchio amico. Leggere Pasolini. Tornare a parlare di cultura più alta. Molti studi dicono che per apprezzare il trash ci vuole una cultura ed un gusto approfondito. Non mi ci sono mai fermata a pensare, ma per trovare divertente la televisione, la cultura del cattivo gusto, il Kitsch ed il trash è necessario avere davvero un senso dell’ironia molto approfondito. In effetti molti prendono davvero sul serio le assurdità che trovano sui social e nella televisione italiana, quando dovrebbero solo deriderle.

Una nota positiva c’è e viene sottolineata anche nello spettacolo. Si sta iniziando a riscoprire un’inversione di tendenza. Ci sono esperimenti di culturali che da semplice fenomeno di nicchia stanno iniziando a diventare predominanti. Il primo esempio virtuoso che mi viene in mente è Ossigeno, il programma condotto da Manuel Agnelli (ve ne devo assolutamente parlare in un prossimo post). Però di esempi virtuosi ce ne sono tanti. Dall’opera su Rai 5 ai programmi che parlano di musica o di libri o agli spettacoli teatrali trasmessi in prima serata.

Il confronto tra questi e la tv spazzatura è impari anche se rimango assolutamente convinta che non c’è niente come il vero trash e il vero kitsch per capire la dicotomia culturale di questo paese.
Non mi prendete per snob, sono molto lontana dall’esserlo, ma “Quello che non ho” è stato capace di scuotere la mia coscienza e di restituirmi un po’ di quella forza che le mie parole avevano perso.

“Quello che non ho” è consigliato vivamente. Se avessi ancora le stelline sul sito sarebbero sicuramente 5 su 5. Forse dovrei chiedere a Strike se me le rimette.

Buona visione dalla redazione di #libriakmzero e dalla vostra

Guendalina

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Guendalina

La vostra Guendalina è geologa, velista ed appassionata blogger per la redazione del Serstudio.
Libriakmzero è un piccolo progetto editoriale nato dalle conversazioni che facciamo solitamente al pub e raccoglie le opinioni di un gruppo di lettori appassionati.

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