Libro

Fiori per Algernon

Sfogliavo pigramente la timeline del mio Reddit. Pensavo: “comunque il tipo che ha inventato reddit ha spostato Serena William, che schifo la povertà…” In uno dei redditor appare un post, si parla di questo libro di fantascienza che ha vinto il premio Hugo, che per chi non lo sapesse è tipo il nobel per la fantascienza, nella categoria “short stories”.
Racconti brevi, la mia preferita, anno 1959, science fiction come la chiamano gli anglosassoni. Continuo incuriosito a leggere i commenti di chi l’aveva già letto.
Unanime apprezzamento, molti commossi addirittura dal contenuto. Ho deciso, devo procuramene una copia. Ecco cosa trovo sensazionale nella lettura digitale, l’accesso a costo basso ad una serie di titoli che non avrei nemmeno sfiorato in una libreria tradizionale. Da lettore digitale invece, sono più propenso a dare una possibilità anche a titoli di cui non so nulla, senza guardare la copertina o la quarta di copertina. Lo trovo, a proposito altra cosa bellissima della lettura digitale.
Potete prestare i libri e non aver timore di non averli indietro, quindi se volete leggere “Fiori per Algernon” di David Keys non avete che da chiedere.
L’ho divorato, letteralmente. Da lettore avido quale sono ho lasciato gli altri titoli che mi impegnavano in questo periodo e sono andato dritto fino in fondo a questa storia. Scrivo e forse saranno passate due ore dall’ultima pagina di questo romanzo breve e non riesco ancora a capire perché sia nella categoria fantascienza, non importa, per fortuna era li e l’ho trovato.

Non mi lascerà più questo racconto, i suoi protagonisti, il topolino Algernon, Charly, l’odio per i diversi, la paura per quello che non comprendiamo. Leggevo e mi sentivo in colpa, per quelle occasioni in cui il sentimento dell’amore è stato scavalcato dall’intelligenza. C’è molto di autobiografico non solo per l’autore ma per il lettore, almeno nel mio caso. Questo è un romanzo che vi lascia senza risposte, però offre a chi si cimenta con le sue pagine, un dono più prezioso, vi lascia delle domande.
Mi sono chiesto mentre scorreva questa storia davanti ai miei occhi, dentro al mio cuore e tamburellava nella mente come ho vissuto senza averlo letto, quanto più povera è stata la mia comprensione del potere della scrittura. Un inno alla conoscenza è quello a cui tutti dovremmo ambire, quella portata dalla scienza, dallo studio “sfrenato e matto”, questa è solo una delle raccomandazioni di questo libro.
Mi sono accorto che s’è infilato nelle fibre dei miei pensieri e che mi è difficile raccontarvi di questo meraviglioso capolavoro, triste fino alle lacrime, senza parlarvi in qualche misura di me. Non ci riesco, non adesso.
Leggetelo, rubatelo, chiedetelo a me.
Non guarderete mai più il mondo allo stesso modo, perché quando qualcuno vi sbatte la realtà sotto il naso e ve ne fa sentire l’odore, quello della paura, non potete ignorarla.
Potete piangere, disperarvi e poi cercare la speranza, in un mazzo di fiori sulla tomba di un topolino.

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Miriael

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