Phantom Doctrine

Ricordate certamente i videogame della serie XCOM. Combattimento a turni, alieni, mappa strategica, il famoso mod “The Long War”, la lunga lista di espansioni ufficiali.
Phantom Doctrine è il fratello che XCOM non sapeva di avere, ma ambientato durante la guerra fredda.

Per uno come me, che adora le storie di spie, questo gioco ha la capacità di trascinarmi in un noir infarcito di d’ inganni, colpi di scena e piani ben riusciti (cit).
La meccanica a turni, tipica dei giochi tattici che hanno visto il nonno Jagged Alliance emettere i primi vagiti nel lontano 1994. Ci sono moltissimi elementi GDR, da quelli classici circa la crescita dei personaggi a quelli decisamente più innovati, come il tabellone con gli indizi da collegare per svelare la trama del vostro avversario.
Il senso di déjà-vu è forte, inutile negarlo, vi accompagnerà almeno per la prima mezz’ora di gioco.
Una volta superata quella barriera mi sono letteralmente perso nelle intricate trame che si dipanano intorno alle missioni.

Talvolta preoccupato costantemente di non riuscire a completare anche gli obiettivi secondari e quindi perdere, inevitabilmente qualche elemento della trama anche se marginale.
La presenza di due fazioni, con stili di gioco completamente diversi (CIA e KGB) e una terza che sbloccherete una volta terminata la trama principale offre ampi margini di ri-giocabilità sia in termini di ore complessive che ti meccaniche.
Sono curioso di provare quanto prima le modalità più estreme.
Per scoprire se mi puniscono in maniera sensata oppure sono semplicemente e irragionevolmente aggressive con il giocatore.
Provatelo, se siete amanti del genere.

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