Film

I Kill Giants

La locandina di questo film è l’equivalente di un titolo clickbait.
Ragazza con un martellone a due mani stile nanico che fronteggia un gigante in quella che sembra una foresta. Un osservatore poco attengo potrebbe non notare le due orecchie da coniglietto che spuntano sul campo di quella che sembra proprio una giovane donna ma certo contribuiscono a far sorgere qualche dubbio.
Quando tra i commenti degli utenti che avevano già visto il film né noto uno che recita più o meno: “non fatevi ingannare dalla locandina, questo è un teen-movie/coming to age”, la mia attenzione verso questa pellicola è stata completamente spenta lì, da queste poche parole.
Non ho nemmeno pensato di tornare sui miei passi, depennato dalla mia personalissima lista “cose da vedere”.


Scopro però che Claudia nella sua rubrica su nerdando.com ne scrive una recensione e nel commento iniziale (ecco vedete, non potete fidarvi dei titoli ma dei commenti riassuntivi forse si) scrive qualcosa del tipo: “una piccola gemma nascosta nella libreria di netflix”.
Le scrivo in privato su Telegram e una frase mi convince a dare una chances a questo titolo.
“Ecco Mauro a tutti è piaciuto tantissimo Bird Box e a me ha fatto cagare”.
Condividendo con lei questa sensazione post Sandra Bullock bendata sul fiume, decido che vale la pena scoprire perché per qualcuno la locandina del film è ingannevole.


Quello che Claudia ha dimenticato di dirmi è che per trovare questo racconto gradevole, scoprirne il senso c’è bisogno di non arrendersi. Un po’ come per la protagonista di questa pellicola lo spettatore deve restare incollato alla consapevolezza di essere più forte dei luoghi comuni, che pure sono funzionali alla narrazione, ai cliché, ai tempi lenti e ai frammenti di dark fantasy e teen movie che s’intrecciano per l’intera durata del film.
Mi è venuto in aiuto il tasto avanti veloce e poi quello indietro veloce, l’ora tarda della notte e la coincidenza che in quel momento non avessi nulla di meglio elencato nella colonna “film da vedere”.
Sono arrivato alla fine, non proprio a fatica e nemmeno cercando di non addormentarmi. Non è stato necessario strisciare tra i richiami di Morfeo e quelli di un late night show americano.
Sono bastati gli ultimi 47 minuti per raccogliere tutte le informazioni necessarie, apprezzarne la storia, fuggire dal recinto dei film adolescenziali e anche strizzare l’occhio al genere dark fantasy.


Mi chiedo però perché i giganti di questo film continuino a ricordarmi i “robottoni” di Pacific Rim e quindi per esteso mi aspettavo che dal mare spuntasse un kaiju per un bel combattimento come si deve.
Figo il martellone nanico a due mani, l’avrei visto bene brandito da uno dei miei personaggi di LOTRO mentre si avventura nelle Miniera di Moria, ma questa è una storia per un giorno diverso da questo.
Non so se ringraziare Claudia per avermi involontariamente spinto verso questa produzione cinematografica, ora però ho la curiosità di scoprire com’è la graphic novel.


Mi chiedo però perché i giganti di questo film continuino a ricordarmi i “robottoni” di Pacific Rim e quindi per esteso mi aspettavo che dal mare spuntasse un kaiju per un bel combattimento come si deve.
Figo il martellone nanico a due mani, l’avrei visto bene brandito da uno dei miei personaggi di LOTRO mentre si avventura nelle Miniera di Moria, ma questa è una storia per un giorno diverso da questo.
Non so se ringraziare Claudia per avermi involontariamente spinto verso questa produzione cinematografica, ora però ho la curiosità di scoprire com’è la graphic novel.

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Miriael

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