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Film

High Flying Bird

Steven Soderbergh, un film sul basket e lo Slamdance Film Festival che dal 1995 rappresenta il punto d’incontro per la cinematografia indipendente e a basso costo.
Per quelli che non hanno idea di chi sia Steven Soderbergh, leggo a caso dal mio foglietto degli appunti: 1989 – Sex, Lies and Videotapes, a 26 anni è il più giovane regista a vincere la Palma D’Oro a Cannes.
Nel 2000 riesce a firmare due film capolavori: Erin Brockovich e Traffic con il quale vince l’Oscar.
Un genio.
Capace di rivoluzionare l’idea stessa di tecnica cinematografica.
Si ripete con High Flying Bird, interamente girato con degli Iphone 8 equipaggiati con speciali lenti “wide” fornite e prodotte dalla Moondog Labs.

André Holland as Ray Burke in High Flying Bird, directed by Steven Soderbergh.Photo by Peter Andrews

Questa pellicola non è solo un riuscito esperimento tecnico, è soprattutto una denuncia verso quello sport professionistico che continua a trattare gli atleti come “nuovi schiavi”, resi tali dal ricatto finanziario dei proprietari che utilizzano il denaro che questi stessi atleti fanno guadagnare loro proprio per renderli docili alle politiche monopolistiche delle leghe professionistiche.
Una provocazione fondata sulla reale possibilità di lasciare i proprietari senza gli attori principali dello spettacolo cestistico, creando un nuovo spettacolo nel quale gli atleti siano anche i principali beneficiari del denaro generato dalla loro attività sportiva.  

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