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Kingdoms of Amalur: Reckoning

Cosa possono avere in comune R.A. Salvatore e Curt Shilling?
Kingdoms of Amalur: Reckoning
Quando nel 2012 questo titolo raggiunse gli scaffali riservati ai videogiochi aveva già alle spalle uno sviluppo travagliato.
In origine gli oltre diecimila anni di storia creata per Amalur dovevano servire come “lore” per un mmorpg, nome in codice Copernicus, progetto dell’ormai defunta software house 38 Studios, fondata interamente con i proventi della carriera da hall of famer di Curt Shilling nel baseball.
Correvano gli anni del boom di World of Warcraft e non sorprende nessuno credo sapere che c’era qualche imprenditore che voleva saltare sul treno allora lanciatissimo del mercato dei giochi online.
Fallito lo Studio 38 e la sua consorella Big Huges Games, causando tra l’altro un buco di 78 milioni di dollari, frutto di un prestito garantito dallo stato del Rhode Island a fronte di una promessa d’impiego di 450 unità reclutate sul posto.


38 Studio, numero di gioco dello stesso Curt Shilling dichiarerà bancarotta pochi mesi dopo l’uscita del titolo.
Kingdoms of Amalur: Reckoning quindi è l’unico prodotto mai rilasciato dalla software house, che si lascerà alle spalle abbandonandolo completamente anche il progetto di sviluppare un mmorpg sfruttando il background creato da Salvatore e da Todd McFarlane, che per chi non lo conoscesse è l’autore di Amazing Spiderman.
Trovato e recuperato dal cestone degli usati Xbox 360 per circa quattro euro è praticamente un affare, sia in termini di giocabilità, visto che è stato reso retro-compatibile e quindi utilizzabile con la Xbox One, sia perché aggiungo alla collezione un pezzetto di storia videoludica.
Quando nel 2018 la THQ si è fatta sotto per rilevare la proprietà intellettuale di entrambi i progetti, nei vecchi estimatori come me si è riaccesa una piccola speranza.

Ho sempre amato l’artwork del gioco, le scelte narrative e anche le scelte di gameplay, un titolo action-rpg oggi molto diffuso ma allora molto poco diffuso.
Sono anche al corrente che l’acquisizione della THQ è stata possibile solo al termine del lunghissimo processo civile che ha visto lo stato del Rhode Island ricevere un rimborso di 68 milioni a fronte dei bond emessi a favore del 38 Studios che hanno lasciato comunque un danno erariale quantificabile in 28 milioni.
Curt Shilling ha raccontato poco tempo dopo di aver perso circa 50 milioni di dollari in questa operazione imprenditoriale, praticamente l’intero ammontare dei ricavi di una vita passata nel baseball professionistico.
Se vi state chiedendo com’è però il gioco, vi posso dire che non è un brutto prodotto, considerando il prezzo e l’età del motore grafico.
Low Budget è anche questo, ti offre a un prezzo davvero basso, un pezzo di storia.


Kingdoms of Amalur: Reckoning – Gameplay

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