Serie TV

La Zona – S01E04

Quando la Casa di Carta, fortunata serie televisiva spagnola, si trasformò in una parodia di se stessa, giurai che non mi sarei mai più fidato di prodotti video iberici che non fossero prodotti da Almodovar.
Tutto su mia madre, rimane un capolavoro ineguagliato e una pietra miliare del mio personale immaginario, per questo motivo tendo però a dare sempre una possibilità a qualcosa di spagnolo che non sia il noioso tiki-taka del Barcellona di Guardiola.
Ambientato a Nogales nel nord della Spagna, vicino Gjion. La narrazione prende il via tra anni dopo l’incidente nucleare del 27 Aprile del 2014 quando l’esplosione del reattore nucleare provoca un disastro di dimensioni catastrofiche.  A seguito del successivo cataclisma ambientale, le autorità spagnole creano una zona cuscinetto, di interdizione intorno all’area più contaminata.


La Zona è più un Lost che un “I Diari di Cernobyl, tenta di virare verso un docu-film su Fukushima ma poi si ricorda che forse aggiungere un qualcosa di sovrannaturale e una strizzata all’inizio del nuovo millennio con una fotografia che spesso sembra presa da “The Blair Witch Project“
Adoro le serie televisive come Gomorra che capaci di associare alla narrazione visiva una forte connotazione cromatica, un po’ come Steven Soderbergh in “Traffic”. Jorge Sánchez-Cabezudo e Alberto Sánchez-Cabezudo non sono da meno e per il loro sforzo creativo associano ad ogni personaggio un colore, con coerenza e ottenendo un forte contrasto al grigio di sfondo.
L’impatto con il pubblico è immediato, quella con la critica iberica altrettanto buono e non è nemmeno giunta a metà la serie che già si parla di una seconda stagione.
Non ho ancora terminato di guadare tutte le puntate e già mi dispiace che sia finito.

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