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Love O2O

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In una di quelle serate strane, senza nuove puntate pilota da guardare, in attesa del prossimo episodio di quelle che invece sto già seguendo, decido di digitare su Google: “serie tv che parlano di videogame”.
Ecco che mi compare una lista di wikipedia che contiene molti titoli che conosco ma anche alcuni davvero inusuali, tra abbozzi di serie tv per canali tematici indirizzati ai bimbi e vecchie serie anni ottanta davvero non speravo di trovare qualcosa che non avevo già visto.
Ecco che però appena attraversato il confine segnato dalla serie inglese “First Kiss” trovo un titolo che non conoscevo: “Love O2O”.
Si trova nella sua prima stagione, su youtube e ho anche scoperto che è presente nel catalogo di Netflix.

Un avventura lunga 30 episodi, in un mondo e in una cultura, quella cinese, così lontana dai canoni a cui sono abituato. Love O2O è una produzione “di stato”, approvata dal ministero cinese preposto e che ha come obiettivo quello di promuovere la cultura e le tradizioni della Cina.
Una commedia romantica, tra ragazzi universitari di Pechino, che giocano ai videogame e sviluppano videogiochi.
Un intreccio di tecnologia e tradizione, uno sguardo all’interno di una società divisa tra la sua voglia di occidente e i rigidi dettami di un governo a partito unico.
Love O2O è un esercizio di pazienza, un moto di curiosità e una storia delicata, che si lascia guardare e che t’accompagna quasi per mano lungo linee narrative che s’intrecciano, amori delicati e per noi occidentali anche un filo surreali e quel moto che gli anglosassoni definiscono “coming to age”.

Se riuscite a superare i momenti “power rangers” nei combattimenti nel videogame, la pioggia con gli idranti, si letteralmente simulata con gli idranti e il “product placement” che sfiora il paradossale, non vi pentirete delle ore passate a guardare Love O2O. Un viaggio nella produzione cinematografica, nella cultura e nelle usanze cinesi che mi ha fatto pensare tanto agli albanesi che guardavano i programmi prodotti in Italia sognando il Bel Paese.
Federica l’ha amata questa serie tv, si è cercata l’intera sinossi delle puntate, i video del making off e per non farsi mancare nulla anche quelli della colonna sonora della serie.


Non mi sono fatto raccontare nulla ma poi, mosso dalla curiosità ho fatto anche io qualche ricerca, soprattutto sui protagonisti. Quello maschile sarà il volto di King’s Avatar. Yang Yang sarà infatti Ye Xiu nella prossima trasposizione cinematografica del fortunato anime “Quan Zhi Gao Shou” che poi ha tradurlo alla lettera ottengo “Butterfly Blue”. In rete è giò possibile trovare i poster della serie ad accompagnarlo in questa avventura ci sarà Maggie Jiang e se non sapete chi è allora dovete continuare a seguirci perché ormai la deriva “cinese” ci ha travolto e non potete sottrarvi. Manca ancora il nome della co-protagonista femminile e dopo la rinuncia di Lareina Song che ha preferito dedicarsi a Novoland: Eagle Flag le voci si sono rincorse circa la possibile sostituta e il nome più gettonato è ovviamente quello di Zhen Shuang. Riunire la coppia di Love O2O potrebbe elevare l’hype della serie a livelli mai visti. Ottanta episodi sono previsti per “The King’s Avatar” e si preannuncia un lancio per l’autunno del 2019.

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