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Soviet Kerbal Space Program

Cinquant’anni fa due astronauti americani sbarcarono sul nostro satellite la Luna, realizzando il sogno di viaggiare nello spazio profondo. Intere generazioni nei decenni a seguire guardarono verso lo spazio come alla nuova frontiera, ancora oggi la nostra società tecnologica gode dei progressi scientifici che in quegli anni furono compiuti.
Qualche anno fa un gruppo di ragazzi messicani pubblico un gioco “Kerbal Space Program” intorno al quale si sono raccolti a frotte gli appassionati di spazio.
Proprio qualche giorno fa mi lamentavo di non trovare delle repliche decenti dei razzi sovietici senza ricorrere a dei “mod” insomma era un peccato avere a disposizione già pronte solo le repliche dei modelli del programma spaziale americano.

Controllando l’hangar di Raptor9 uno dei miei creatori di modelli preferiti nel gioco ho visto con sorpresa che aveva iniziato a pubblicare dei file .craft replica dei vettori utilizzati nel programma spaziale magistralmente guidato da Sergey Korolev fino alla sua morte.
Deciso a portare Valentina Kerman su Mun come prima kerbonauta sul satellite di Kerbin, ho deciso di ricreare l’intero programma sovietico basandomi sui documenti originali attualmente disponibili e rispettando la cadenza di lanci eseguiti oltre sessant’anni fa. Dallo Sputnik alla Vostok con a bordo Jebediah Kerman, primo Kerbal nello spazio, fino alle missioni Soyuz con le quali sono riuscito ad orbitare con successo intorno a Mun, fino allo sbarco sul satellite ottenuto anche grazie al potente vettore N1 che nella realtà i sovietici non furono mai in grado di far funzionare correttamente.

Rispolverata la mappa spaziale che indica il DV, Delta-V cioè la variazione impulsiva di velocità in meccanica orbitale e armato di appunti per trovare soluzioni a problemi che sarebbero potuti insorgere durante l’impresa.
KSP è anche questo, un approccio a quello che gli anglosassoni chiamano problem-solving, uno strumento educativo e infatti ne esiste anche una versione scolastica.
Prima di premere la barra spaziatrice e lanciare il razzo sono tante le domande alle quali rispondere. Individuare il luogo d’atterraggio con delle missioni precedenti e quindi annotare quanto DV è necessario per l’atterraggio una volta individuata l’orbita bassa di Mun che è di 14 chilometri. Quanto DV devo conservare per tornare in orbita e agganciarmi con il vettore che mi riporterà su Kerbin? Queste sono solo alcune delle domande alle quali è necessario trovare una risposta come fecero i team di scienziati oltre mezzo secolo fa.

Ora che siamo atterrati su Mun?
Torneremo su Mun e poi su Duna, l’equivalente in game di Marte. Il programma Ares prenderà il via con il lancio di alcune sonde per studiare il pianeta rosso.
In orbita abbiamo già una Salyut con due astronauti che però a causa di una incompatibilità del sistema di attracco sono stati costretti a una passeggiata spaziale per salire a bordo.
Se la vostra passione e lo spazio, se da bimbi avete sognato di fare l’astronauta, non potete che giocare di tanto in tanto a Kerbal Space Program.
Ora vado che mi aspettano alcuni test del programma Buran, la risposta sovietica allo Space Shuttle.

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