Videogame

Star Trek – Rise of Discovery

Tarda notte, forse le tre del mattino, più probabilmente le quattro ma chi può dirlo mentre le zanzare banchettano su mani e piedi che nemmeno nella foresta equatoriale.
Dormire è un lontano ricordo quindi accendiamo la xbox one x, poi il pc altrimenti l’elgato non parte e il segnale video non arriva al monitor, a proposito dov’è che ho messo l’adattatore per bypassare l’encoder streaming?
Il caldo aumenta, i pc un po’ datati come il mio sono così, soffrono terribilmente l’estate, i giochi per pc e il fatto che li tenga sempre accesi e si riempiono di polvere al loro interno.

Star Trek Online resta con ESO uno dei migliori esempi di “mmorpg narrativi”. La stessa natura di questo titolo sci-fi mi permette di giocarlo da vero casual, seguendo l’onda lunga del rilascio degli episodi.
Questa natura episodica e la sua replicabilità giocando le stesse linee narrative ma con allineamenti diversi, Klingon quando Dominio, riescono a catturare l’attenzione di un trekker accanito come me.
Ho praticamente attraversato quasi tutte le linee narrative con il mio Klingon su PC, e li ho speso comprando divise e altre amenità quasi tutti gli zen del mio abbonamento a vita, poi ho replicato con il mio personaggio Starfleet e ora sono ripartito con un personaggio Starfleet ma Serie Originale.
A proposito di “lifetime sub”, al costo di 170 euro, l’equivalente in moneta corrente del totale di zen necessari, potete acquistare anche per console un abbonamento per il resto della vita del gioco. Se avessi più vite l’avrei già acquistato.
Mentre gioco e la notte avanza verso il giorno devo dire che come sempre e nonostante il cambio di software house il gioco e le sue linee narrative continuano ad essere perfettamente godibili anche nel corso di brevi sessioni, qualcuna però vi richiederà qualche minuto in più perché non vorrete fermarvi li, sul più bello.
Perfettamente godibile anche per i non trekker, resta almeno per me, un filler, cioè uno di quei titoli che uso nelle pause per non “stancarmi” con i miei titoli principali.
 


Star Trek Online resta con ESO uno dei migliori esempi di “mmorpg narrativi”. La stessa natura di questo titolo sci-fi mi permette di giocarlo da vero casual, seguendo l’onda lunga del rilascio degli episodi.
Questa natura episodica e la sua replicabilità giocando le stesse linee narrative ma con allineamenti diversi, Klingon quando Dominio, riescono a catturare l’attenzione di un trekker accanito come me.
Ho praticamente attraversato quasi tutte le linee narrative con il mio Klingon su PC, e li ho speso comprando divise e altre amenità quasi tutti gli zen del mio abbonamento a vita, poi ho replicato con il mio personaggio Starfleet e ora sono ripartito con un personaggio Starfleet ma Serie Originale.


A proposito di “lifetime sub”, al costo di 170 euro, l’equivalente in moneta corrente del totale di zen necessari, potete acquistare anche per console un abbonamento per il resto della vita del gioco. Se avessi più vite l’avrei già acquistato.
Mentre gioco e la notte avanza verso il giorno devo dire che come sempre e nonostante il cambio di software house il gioco e le sue linee narrative continuano ad essere perfettamente godibili anche nel corso di brevi sessioni, qualcuna però vi richiederà qualche minuto in più perché non vorrete fermarvi li, sul più bello.
Perfettamente godibile anche per i non trekker, resta almeno per me, un filler, cioè uno di quei titoli che uso nelle pause per non “stancarmi” con i miei titoli principali.
 

A proposito di “lifetime sub”, al costo di 170 euro, l’equivalente in moneta corrente del totale di zen necessari, potete acquistare anche per console un abbonamento per il resto della vita del gioco. Se avessi più vite l’avrei già acquistato.
Mentre gioco e la notte avanza verso il giorno devo dire che come sempre e nonostante il cambio di software house il gioco e le sue linee narrative continuano ad essere perfettamente godibili anche nel corso di brevi sessioni, qualcuna però vi richiederà qualche minuto in più perché non vorrete fermarvi li, sul più bello.
Perfettamente godibile anche per i non trekker, resta almeno per me, un filler, cioè uno di quei titoli che uso nelle pause per non “stancarmi” con i miei titoli principali.
 

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