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Videogame

Posso fare la Piscia sul Troll? S01E01

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Astellia Online costa solo 30 euro ma per giocare ho bisogno di un computer decente, almeno di una scheda che lo sia, una 1050ti oggi costa almeno 150 euro e in più ci deve essere già il computer intorno o almeno nelle vicinanze.
Non è certo un “giocare povero” ma nemmeno un giocare a centinaia di euro per titolo.
Questo progetto mi ricorda un po’ i film di Neill Blomkamp, dove la tecnologia viene riutilizzata, adattata che poi prende vita da sola, non una vita indipendente ma una di quelle capaci di percorrere una strada che non ci aspettiamo.

Forse è anche provare l’esperienza di quel futuro distopico raccontato in Ready Player One, quando il protagonista si collega al mondo di Oasis con quello che sostanzialmente è una console “scassona” una di quelle fornite come servizio sociale.
Certo poi appena fa due soldi il protagonista si compra tutto l’equipaggiamento fichissimo, ma questa è una storia diversa che soprattutto rovinerebbe la mia.
Astellia è quel genere di farming mmo di origine orientale che non prova nemmeno a nascondersi, ti dice che è così e te lo sbatte anche in faccia. Letteralmente, il suo e-penis lo trovi trascritto anche sull’interfaccia. L’opzione “farming” che accompagna la scelta dei dungeon credo che sia esplicativa della natura del suo PVE (players versus enviroment).
Ieri prima “dungeon run” fallita, spero presto di smettere di usare le virgolette ogni volta che uso dei termini gergali, confido sempre che qualcuno che non sia un gamer incappi in queste letture e per ora quindi andrò avanti così.

Due ticket sprecati. Dovevo intuirlo subito, mi ritrovo in un gruppo con due assassin, di quelli che si chiamano con nomi tipo Powa, Killu2 e cose di questo tipo. Costantemente davanti al tank durante i “trash mob” e li ci potrebbe anche stare che io muoia cercando di salvare la loro inutile esistenza digitale, questo mi da sinceramente più fastidio.  Ingaggiano, “incano in gergo italian/english” che io sono ancora di ritorno dall’ingresso del dungeon che è la zona dove “respawna” chi muore.
In Astellia ad ogni boss si alza una barriera che isola la zona del combattimento dal resto dell’istance, quando arrivo loro hanno iniziato già il combat, schiatto anche da fuori e non riesco a spiegarmi il perché. Lo capirò al terzo combat finale fallito. Il boss va in “enrage” dopo un certo periodo di tempo, se non lo si abbatte prima il suo danno ad area diventa così esteso e massivo da non lasciare spazio al gruppo. Così alla terza “corpse run” di fila ho scritto in chat che non avevamo abbastanza “dps” (damage per seconds/danno per secondo) per tirare giù il boss. Come me ne sono accorto, da morto guardavo uno degli assassin che faceva meno danno di me che sono il tank, inaccettabile.

La storia di Astellia poi non è male anche se ha subito quell’inizio da “Frozen” dove questa principessa fichissima ha tipo il potere di congelare le cose, l’amico cerca di salvarla da se stessa e dal gelo di cui si è circondata. Detta così sembra una storia abbastanza banale, dieci livelli più tardi però scopro che almeno gli sceneggiatori del gioco si sono impegnati un po’ di più.

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