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Videogame

Posso fare la Piscia sul Troll? S01E02

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Ci sono questi vecchi “scassoni”, riposti in ordine perché ancora funzionano, che prendono polvere.
Hanno la batteria morta, l’hard disk moribondo ma potrebbero ancora essere utili.
Molti li ho conservati perché Federica li ha decorati a mano, mi sembrava di essere poco rispettoso della sua opera creativa se li portavo in un’isola ecologica.
S’accendono, prima buona notizia. La porta ethernet funziona, anche il wifi.
Sono dei vecchi pensionati, dei nonnetti che non si vogliono arrendere all’età che passa, come possono rendersi ancora  utili.
Come quelli in carne ed ossa, per i “nipoti”.
Per dei nipoti “virtuali”.
Sarebbe davvero bello poter far giocare chi non ha nulla, chi non può permettersi nemmeno la connessione a internet, figuratevi un computer nuovo.
Rovisto alla ricerca di qualcosa che faccia al caso mio.
Primo elemento essenziale, lo schermo.
Deve essere il più grande possibile, come quelli proprio dei computer portatili di una volta.
Non trovo più un vecchissimo Lenovo portatile, quando l’azienda non si chiamava ancora così, peccato lo volevo reclutare per il progetto “linux gaming povero”, questo è il nome provvisorio.
Trovo però qualcosa che fa al caso mio, un Esprimo Mobile, Fujtsu-Siemens. Un vero reperto archeologico, un acquisto di mia madre e mio padre quando Telecom Italia non era ancora TIM e l’abbonamento a internet si chiamava Alice. Un caso limite, Il fondo del barile digitale.


Recupero un vecchio hard disk in fin di vita, dentro c’è già caricato Windows 10, espianto di un HP TM2 convertibile. Con mia grande sorpresa il sistema operativo inizia a inizializzare le periferiche che non riconosce, distingue anche la doppia scheda video.
Nei precedenti tentativi di rendere l’Esprimo di nuovo utilizzabile avevo tentato di installare varie “distro” di linux, sfortunatamente la scheda Nvida non veniva mai riconosciuta e non essendoci dal bios una opzione che mi permettesse di disabilitare la scheda a basso consumo, mi ritrovavo sempre con prestazione indegne per l’utilizzo che intendevo farne.
Macchina pronta.
Installo Dungeon and Dragons Online, sfruttando l’ottima connessione gratuita della catena di Fast Food Burger King. Dal file d’installazione originale non riesco a completare la procedura, che invece si completa senza problemi utilizzando la copia del gioco disponibile su Steam.
Inserisco la password e avvio. Sullo schermo appaiono un caleidoscopio di colori che nemmeno se mi fossi fatto di acidi ma ecco che arriva la schermata iniziale.
Selezione del personaggio.
In game.
Non male, giocabile ed è perfino graficamente di buon livello, considerando la natura dell’artwork del gioco che di certo aiuta molto questo titolo a mantenersi giovane.
Il centro commerciale inizia ad affollarsi, tempo di tornare a casa.

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