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Videogame

Posso fare la piscia sul Troll?S01E04

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Partita la open beta di Bless Unleashed sulla xbox one, ho loggato semplicemente perché a differenza della closed beta questa volta ai partecipanti regalavano alla release una mount.
In un mmorpg è noto che le mount e i vestiti fichissimi sono tutto.
Mi sono fermato credo al livello quattro, non ho nessuna voglia di ripetere al lancio per la terza volta di fila la stessa linea di quest.
Già toccava giocare sul server americano dove il ping non è amico.
Devo ancora capire se si tratta di un gioco pvp centrico o posso tranquillamente ignorare questo aspetto del gioco e dedicarmi al PVE. Vedremo, è un free to play e una chances non si nega a nessuno.


World of Warships hanno aggiunto i capitani delle navi con tanto di abilità speciali e hanno rimosso le portaerei, l’unica ragione per la quale giocavo a questo titolo che è di un grind mostruoso era appunto poter ottenere alla fine il comando di una portaerei.
Un paio di partite veloci e poi l’ho rimosso dall’hard disk della mia xbox one, c’è un limite a tutto anche all’assenza della nave militare più figa di tutte.


Approfitto delle offerte del Gold e scarico “Sherlock Holmes: The Devil’s Daughter”, titolo copiato e incollato dalla pagina delle offerte, avrei sicuramente sbagliato nel riportare il nome dell’investigatore creato dalla penna magistrale di Ser Arthur Conan Doyle.
Niente di straordinario nemmeno in questo caso, la completa assenza di riferimenti sulla mappa del gioco rende la navigazione più complessa dell’investigazione. Ventiquattro giga sembrano troppi se poi devo anche soffrire mentre cerco di risolvere enigmi.


Torno su Astellia e pronti via scopro che ogni volta che cambio mappa il “looking for group” mi toglie dalla coda, passo mezz’ora ad imprecare e invece c’è gente che vuol fare i dungeon, peccato che sia la gente sbagliata. Il solito Assassin che pensa di poter farsi il dungeon in solo e potrebbe, c’è una opzione che fa al caso suo. Aggra questo genio del male qualsiasi cosa e finiamo con il metterci una vita ad arrivare al primo boss perché ci tira addosso mezza instance in un solo colpo.
Tamara, il primo boss, si rivela un ostacolo insuperabile per questo gruppo. Al primo AOE, una tempesta elettrica che fa tantissimo danno, non siamo nemmeno al settantacinque per cento del boss e il curatore non riesce a tenermi in vita. One shot. Può succedere e poi la “sickness” da morte nei dungeon diventa un peso dopo la quarta volta quando non solo danneggia le statistiche del personaggio ma dura anche quindici minuti e non c’è healer npc che la possa curare all’ingresso dell’instance.
Sono stato troppo ottimista. Schiattiamo senza troppe cerimonie una seconda volta con se possibile ancora meno dps del primo try. Ho buttato 4 token, succede.
Ne butto altri quattro, tentando di farlo in “solo”.
Esco e faccio qualche quest. Mi dico che non è serata, ho deciso di giocare dalle 22.00 in poi e questo potrebbe avere un certo peso sui miei riflessi e sul tipo di giocatori che incontro. In teoria a tarda notte dovrei incontrare i giocatori più dediti a questo titolo ma non è così. Muoio ancora due volte al boss, quit.

Continuo a fare quest per quindici minuti, Federica rientra dalla sua serata indie e io torno in quel dungeon. Via altri quattro ticket.
Questa volta lo completo, uccidendo al primo try entrambi i boss, nel secondo commetto ancora l’errore di utilizzare in anticipo la spell che mi cura completamente e quindi sono costretto a “kitare” il boss per gran parte della fase finale del fight.
L’orologio senza le due e trenta del mattino.
C’erano perfino tre persone a guardarmi giocare ad un titolo semisconosciuto.
Chiudo lo schermo e vado a letto.

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