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Canzoni

Ma quanti CD hai?

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Ma quanti CD hai? Forse la risposta è cinquecento. Poco più o poco meno.
E’ stata la domanda della Signora Luciana (mia mamma) quando abbiamo dovuto liberare la sala per prepararla all’avvento del pittore che deve risanare il soffitto dopo la stagionale infiltrazione di umidità della signora del piano di sopra.
In effetti questa domanda mi ha fatto riflettere e ha aperto gli armadi secolari della mia mente nei quali sono riposti gli illustri scheletri della mia adolescenza e post adolescenza.

Il piacere di ascoltare il cd è morto con l’avvento di youtube e di spotify, che ti mettono a disposizione tutto quello che vuoi a patto che ti sciroppi un po’ di fastidiosa pubblicità.

Quando ero piccola comprare un cd per me era come andare ad un appuntamento romantico.
Il negozio di dischi era un posto mitico. Pieno di cose pazzesche.
Comprare un cd era una gioia. Avevo anche un rito per la prima apertura dell’involucro, cosa fare con l’adesivo argentato, come aprire il libretto per non farlo rovinare, ecc.
Non mi ricordavo di essere una tale fanatica di musica.

Con l’acquisto del masterizzatore sono arrivati anche i CD copiati. Ne ho tantissimi.
Anche di cose assolutamente inascoltabili, delle quali mi vergogno come una bestia. Roba pop che avevo dimenticato di avere e alla quale vista non ho potuto che inooooooorrrrrrrrridire e gettare immediatamente nella pattumiera. Degli Aerosmith ho addirittura dei CD rom originali con dei contenuti multimediali di un formato che il mio pc non ha minimamente riconosciuto. Roba da Pleistocene superiore.


Altro aspetto a tratti inquietante è che la mia mania si sta allargando da quando ho scoperto il negozio di dischi in centro a Pescara. Oltre ai CD e vinili nuovi possiede una bellissima collezione di usati in buono stato. Da quando ho comprato per 5€ una copia perfetta (mai ascoltata) di Dookie dei Green Day, è diventato il mio spacciatore di fiducia. Io avevo consumato la cassetta e appena ho rovistato nelle cassette e ho trovato questo piccolo tesoro non ho potuto resistere e ho chiesto chi fosse il pazzo che dava via una tale reliquia immacolata.

Forse è proprio questo piacere all’ascolto che il digitale non ti dà. Mi infastidisce sia la continua interruzione pubblicitaria, che saltare da un brano all’altro senza una logica, senza seguire il filo conduttore che è insito in ogni album. E’ straniante ascoltare un pezzetto di un live di un concerto e poi un unplugged fatto magari solo con la chitarra in uno studio.

Youtube e Spotify saranno pure comodi e a portata di mano ma per una vecchia come me che ha un’altra educazione, l’ascolto è un’ altra cosa.
Tornerò dal mio spacciatore.
Buon ascolto dalla vostra Guendalina

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La vostra Guendalina è geologa, velista ed appassionata blogger per la redazione del Serstudio. Libriakmzero è un piccolo progetto editoriale nato dalle conversazioni che facciamo solitamente al pub e raccoglie le opinioni di un gruppo di lettori appassionati.

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