Tales from the Loop S01E01

Il libro è bello, ora guardiamo la serie.
Dovrei scrivere, raccontare cose tipo: trama, personaggi, spoiler free.
Mai letta una recensione in vita mia e perché ne dovrei scrivere una?
Preferisco il mio diario da spettatore, lettore, giocatore.
Allacciate le cinture, vi porto nel mio disordinato giardino di pensieri, ricordi, sogni e parole. A volte sembra una palude, soprattutto quando piove.
Attori e volti che sembrano felicemente prigionieri della “sci-fi”.
La scuola, i banchi e la gomma per cancellare, quella bicolore che se usi la parte blu ti buca il foglio e allora questa ucronia è come la realtà quantica alla quale sono abituato?
C’è sempre chi guarda fuori dalla finestra.

Mol, gli abeti sempre verdissimi e scuri che quasi non vedi oltre l’orizzonte dove c’è l’Olanda, quella colorata dei tulipani che quando entri in un caffè sei subito leggero nei pensieri.
Nulla intorno al cuore.
Pini salmastri, come il mare in tempesta. Stringo gli occhi cercando di scrivere, la penna sbanda un paio di volte e fatico a tenerla allineata ai quadretti.
“Non vedo è come un pugno che colpisce il cuore”.
Eco dal profondo.
Limiti della scienza.
Famiglie in pezzi.
Svezia.
L’esperimento, i vetri che s’infrangono e quel confine oltrepassato, per sempre.

Ci si spinge oltre la frontiera e si perde la via del ritorno.
L’assenza come privazione. La casa come rifugio, la sua scomparsa come perdità d’identità.
Lei è Alma, la bimba è lei?
Perdo un pezzo degli appunti, digitali ma immagino che sia una birra rovesciata per errore sul foglio di carta, maionese caduta dalle patatine, insomma un pasticcio ma non così importante.
Lombrichi di plastica a forma di tubo, domande senza risposta, ignorate nella speranza di provocare dolore.
La vita che si mischia alla finizione, rimbalza dentro lo schermo e rimbalza fuori e poi si fa anche fatica a schivarla.
Hype.
Le aspettative dell’opera originale, la resa dell’adattamento cinematrografico di un prodotto letterario. Il desiderio per una narrazione diversa. Forse perdo di vista il particolare, l’effetto unico.
“Impossibile and i prove it is”.
Una storia di famiglia, altro dal possibile, perfino lontano dal probabile.
“Even in the darkness, you can find the light”.
Una Twin Peaks diastopica, storie di comune disagio, storie di vita e familiari, storie misteriosamente universali.

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